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La relazione come essenza del lavoro di Counselling

March 3, 2018

E’ attraverso le relazioni che l’individuo nel corso della sua esistenza diviene la persona che è, costruisce e vive la sua identità, guarda il mondo, si muove e parla in un modo unico e riconoscibile. L’identità   quindi nasce, si costruisce nella relazione e deriva dalla relazione stessa. Nel significato di relazione di Counselling, sono contenuti quelli che considero gli aspetti teorici fondamentali della teoria dell’Analisi Transazionale. Berne nel libro “A che gioco giochiamo” (1964) introduce nella teoria dell’Analisi Transazionale il concetto di fame intesa come il bisogno dell’essere umano di ricercare e costruire relazioni: il bisogno della presenza dell’altro che restituisce conoscenza rispetto a chi siamo, chi siamo per lui e cosa siamo e quale valore abbiamo per lui e il bisogno di scambio di riconoscimenti. Il riconoscimento è la traduzione italiana della parola Stroke che letteralmente significa Tocco che è stata tradotta in Carezza. Berne descrive la carezza come l’elemento essenziale nel processo di costruzione e definizione dell’identità che trasmette il messaggio: tu conti per me e io ci sono per te. Berne ritiene che il comportamento umano è motivato dalla fame di riconoscimento e quindi dal bisogno di stare in relazione con l’altro.

La relazione è quindi il luogo in cui la fame di cui parla Berne trova soddisfazione e attraverso la carezza, intesa come contatto, la persona farà esperienza di vicinanza, intimità, legami di attaccamento e quindi costruzione della propria identità.

Penso che il compito del Counsellor sia quello di accogliere nella relazione il cliente, con lo scopo di creare alleanza per aiutarlo a “riflettere sui modi, sulle ragioni e sui convincimenti sui cui basano le sue relazioni, in modo che egli stesso possa scegliere di cambiare il suo modo di porsi in relazione con gli altri” (Cornell, 2001).

Molti dei clienti con i quali sono venuta in contatto nel mio lavoro hanno vissuto esperienze di riconoscimenti negati, esitanti o scostanti. Entrare in relazione con loro significa innanzi tutto costruire nel qui ed ora una relazione significativa, in cui lo scambio di carezze e riconoscimenti diventa parte dell’intervento e mezzo attraverso il quale operare un cambiamento. Per la mia esperienza, l’ascolto e l’attenzione sono gli ingredienti fondamentali, che determinano il verificarsi della nuova esperienza relazionale. Questo evento, che già di per sé considero cambiamento, mette le basi di una nuova relazione in cui è possibile costruire una base sicura che permette di sperimentare nuove modalità di riconoscere sé stessi e gli altri, così da poter rivedere le proprie convinzioni rispetto al mondo, a sé e alla propria storia.

 

Nel lavorare con una persona la costruzione della relazione avviene in concomitanza con la ricerca della definizione del problema, aspetto anch’esso che contiene la volontà di conoscersi, comprendersi, costruire un linguaggio comune, proprio della relazione, allo scopo di lavorare insieme verso l’ottenimento dell’obiettivo, che a volte, in maniera semplice ma che è imprescindibile, io definisco “stare bene”. L’obiettivo e i mezzi per raggiugerlo devono essere definiti e nel definirli vengono attribuiti nuovi significati, attivati nuovi processi di pensiero, elaborati vissuti ed emozioni che aiuteranno la persona ad impiegare, ora e in futuro, nuove modalità di vivere le proprie esperienze.

Relazione significa stare in ascolto dell’altro senza giudicarlo, offrendogli appoggio ed empatia nell’intento di favorire l’autonomia e aiutarlo a riattivare le risorse affievolite, accompagnandolo verso il cambiamento desiderato. L’impegno reciproco e l’intenzione nel perseguire un obiettivo costituiscono una bilateralità fondamentale perché ciò significa dare al cliente la responsabilità di migliorare la propria vita facendosi soggetto attivo nel processo di cura.

La relazione diviene quindi l’essenza stessa del lavoro del Counsellor, del mio lavoro. Attraverso la relazione posso guardare alla persona nella sua interezza ed umanità e sono consapevole di questo processo e di come questo influisce sul rapporto che ho con il mio cliente e sui suoi processi di consapevolezza.

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